L’Antitrust: Decisiva una maggiore trasparenza nel Mobile
Il mercato della telefonia mobile è in continua crescita; nel 2008 ha prodotto un fatturato pari a circa 4 miliardi, introiti dovuti principalmente al traffico di Sms.
Un mercato che risente comunque di difetti formali che ne limitano uno sviluppo cosciente, attestando una scarsa trasparenza del settore, condizioni sfavorevoli per i consumatori, e tariffe all’ingrosso, che frenano, di fatto, l’ingresso nel mobile degli operatori virtuali.
Questo è quanto emerso dall’indagine congiunta condotta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
Esistono margini di riduzione dei prezzi, sia al dettaglio che all’ingrosso, anche alla luce del Regolamento Comunitario emanato, in base al quale, dal prossimo 1 luglio, il costo degli Sms internazionali dovrà essere 11 centesimi di massimo per i consumatori, e 4 centesimi per gli operatori virtuali.
Ci si attende quindi che gli operatori sfruttino queste nuove indicazioni perché la regolamentazione e l’applicazione della normativa antitrust non possono consentire che il prezzo di un Sms nelle città europee risulti inferiore al prezzo di un Sms nelle città italiane, così come, allo stesso modo, non è ammissibile che il prezzo praticato all’ingrosso possa essere tanto superiore a quello registrabile al dettaglio.
In Italia il mercato degli Sms, che rappresenta il 60% del fatturato totale dei servizi oggetto di indagine, non solo sta crescendo a ritmi sostenuti, ma presenta ampi spazi di miglioramento: il numero di utilizzatori di Sms sul totale della clientela è comunque relativamente basso, rispetto a Paesi come il Regno Unito, la Germania o la Francia. C’è, da parte delle due Autorità, la volontà di garantire questa crescita, purché avvenga nel rispetto del consumatore finale, al quali oggi vengono applicate condizioni contrattuali decisamente sfavorevoli.
Nell’ambito di questo universo, vi è, infatti, un gruppo maggioritario di persone che paga un prezzo sempre maggiore rispetto a quello previsto dal Regolamento Comunitario per i “messaggi” internazionali. È evidente, quindi, che non tutti i consumatori sono consapevoli delle realtà del mercato ed è dunque necessario che gli operatori diano maggiori informazioni sulle opzioni tariffarie disponibili.
La prospettiva di crescita del consumo di Sms, indicata dai confronti internazionali, suggerisce la possibilità di adottare una politica di prezzi più bassa; questa diminuzione dei costi per gli utenti dovrebbe, d’altronde, essere favorita dall’ingresso nel mercato dei nuovi operatori virtuali, ingresso oggi reso più difficile da un prezzo all’ingrosso superiore al ricavo medio per Sms, in una situazione che rende, quindi, difficile una reale competizione nei mercati, ed ostacola la concorrenza.