Oggi tattoo per tutti
All’inizio icona di vita piena, vissuta, o simbolo dell’uomo vero, e Popeye, Braccio di Ferro per i più piccini, forse rappresentava al meglio, con due ancore tatuate su entrambe le braccia, questa tendenza.
Nell’immaginario collettivo venne prima il marinaio, poi il carcerato, il bandito, il tatuaggio come dimostrazione inequivocabile di un’esperienza vera, dura, segno di un’esistenza “combattuta”, di uno stile di vita comunque non ordinario, in alcuni casi eccessivo, comportamenti e atteggiamenti oltre le regole comuni, oltre gli schemi.
Oggi anche il tattoo diventa moda, ridisegna i suoi significati, amplia lo spettro della sua fruizione, colpendo indistintamente maschi e femmine, giovani e adulti. E lo si nota più che mai sulle spiagge, in questi caldi periodi estivi, distese di corpi seminudi abbandonati sotto il sole, corpi ormai sempre più “macchiati” direbbe qualcuno, noi preferiamo dire “decorati”, e i decori sono sempre più originali, esclusivi, singolari. In una sorta di gara al tatuaggio più grande, un premio al più vistoso, grazioso, particolare, in barba a tradizioni e culture, mettendo da parte storie e simbolismi. E allora paesaggi, volti, lettere cinesi o giapponesi, tribali, biomeccanici, e quanto ancora, un excursus di disegni su pelle, uno vero e proprio stand da esposizione senza alcuna limite, senza più “decoro”, nessun ordine, a volte nessuna idea.
Il tattoo è moda, lo è diventato, il tempo ne ha accelerato l’evoluzione, rendendolo socialmente accettabile e accessibile, oggetto di culto moderno e non più stigmatizzazione, segno distintivo, incisione di una differenza sostanziale.
<<Scusa ma allora quale il significato?>> verrebbe da chiedersi… Un significato dietro c’è sempre, e se non c’è perché non c’è, allora verrà trovato, perché la moda del tatuaggio deve giustificare in qualche modo la sua esistenza, deve spiegare la sua ragione d’essere, il suo appropriarsi di quel braccio, il suo invadere una gamba o occupare una schiena, e allora sarà l’amore nuovo a motivare, o quello ormai finito a farci muovere, sarà la devozione a un santo, sarà la gioia di una figlia appena nata, o addirittura una coppa del mondo alzata in cielo…
Noi qui non critichiamo scelte, né decisioni, accettiamo inermi una consuetudine dilagante, ammiriamo gli stili e commentiamo a bassa voce, il tattoo, storia di culture e popoli antichi, icona religiosa e spirituale per alcuni, raffigurazione demoniaca per altri, è anche lì, sul corpo abbronzato di una diciottenne che a giugno ha appena concluso la maturità…