La Casciotta di Urbino: “come lei ce n’è una sola”

Le Marche sono una terra dai tanti spunti a sfondo turistico, grazie alle tantissime località di mare (Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Porto Recanati, Ancona) e di montagna (la vetta del Conero, affacciata sul mare Adriatico), suddivise solamente da pochi chilometri e raggiungibili con grandissima semplicità. Ma è qui, in terra marchigiana, che hanno preso vita e resistono negli anni una serie di forti tradizioni, legate al territorio e legate soprattutto alla tavola, alla cucina.
Una di queste, tra le più radicate nella storia delle Marche, la ritroviamo in quel di Urbino, dove troviamo la famosa Casciotta. E “di Casciotta ce n’è una sola”, amano ricordare gli abitanti della cittadina marchigiana, che da anni ormai mantengono le stesse modalità di trattamento di questo formaggio, ottenuto, quindi, sempre con i medesimi procedimenti d’una volta.
Al caseificio giunge il latte fresco intero sia bovino che ovino, direttamente e quotidianamente dai produttori (pastori, contadini, allevatori, coltivatori diretti; privati, soci, imprenditori agricoli, cooperative) a seguito di raccolte mirate ed alternate in tutta la zona (ed esclusivamente in essa) di produzione della D.O.P.
Il latte viene raccolto e trasportato in apposite cisterne in modo che, neppure nelle prime ore di vita, subisca alterazioni nella sua composizione, con particolare riferimento all’acidità e alla carica batterica.
Arrivato al caseificio il latte viene sottoposto ad analisi chimiche e batteriologiche. Il latte viene uniformemente refrigerato a 4° C costanti e pulito con macchine moderne che ne eliminano le eventuali impurità grossolane legate alla fase di mungitura. La successiva lavorazione prevede l’aggiunta di fermenti lattici e caglio, tradizionalmente di vitello, giustamente considerato il più naturale, tant’è vero che viene anche utilizzato nella produzione di importanti formaggi italiani. Dopo 20-30 minuti dall’aggiunta del caglio si procede alla rottura della massa cagliata, fino alla caratteristica grandezza di una nocciola. Si lascia riposare e si estrae il siero (destinato peraltro alla produzione di ricotta) e si immette la cagliata negli appositi stampi bucherellati per lasciare passare il siero residuo.
Protetta anche dallo Stato italiano, tramite Decreto del Presidente della Repubblica, la Casciotta ha fatto ‘innamorare’ tanti turisti, che, presi anche dagli splendidi paesaggi marchigiani, decidono sempre più spesso di acquistare uno dei Casolari Marche, tra quelli offerti da Marche Country Homes, marchio leader nella vendita di appartamenti, ville e rustici nelle Marche.

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