Il nucleare indispensabile per il clima, secondo le agenzie energetiche dell’OCSE
Per tagliare sul serio le emissioni di gas serra – ridurre cioè del 50% le emissioni di CO2 dovute al settore energetico - occorrerà arrivare a produrre con il nucleare il 25% dell’elettricità mondiale.
Lo afferma la Roadmap sulle tecnologie energetiche presentata all’Asian Climate Forum tenutosi a Seul il 16 giugno dall’International Energy Agency (IEA) e dalla Nuclear Energy Agency (NEA), le due principali agenzie energetiche dell’OCSE (l’organizzazione per la cooperazione tra Paesi industrializzati).
Al momento, si legge nel dossier, la potenza nucleare installata (373.000 MW) soddisfa il 14% della domanda elettrica mondiale. Nello scenario di una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 entro il 2050, l’IEA stima che la capacità nucleare debba arrivare a 1,2 milioni di MW entro il 2050, fornendo così (considerata la maggiore domanda globale che verrà nel frattempo registrata) appunto circa il 25% del fabbisogno mondiale di elettricità a quella data.
Dunque: triplicare l’attuale potenza installata. Un programma “ambizioso” ma “realizzabile” secondo la Roadmap, che rileva come il nucleare sia una tecnologia matura, senza emissioni di CO2 e pronta a espandersi rapidamente nel prossimo decennio. «Gli ultimi reattori ora in fase di realizzazione in diversi Paesi del mondo – afferma l’IEA – sono costruiti sulla base di oltre 50 anni di sviluppo tecnologico» e sono «affidabili e competitivi» per diventare «pilastri per l’espansione del nucleare dopo il 2020».
Ovviamente rimangono alcuni nodi cruciali da superare per garantire una completa rinascita del nucleare. Nodi di tipo politico, industriale e finanziario. Per questo l’IEA e la NEA esortano a impegni politici chiari e stabili, a progressi nell’attuazione dei piani di smaltimento delle scorie e a sistemi di salvaguardia per prevenire la proliferazione nucleare.
La maggiore sfida è però rappresentata dai finanziamenti. «In alcuni casi i governi dovranno fornire delle garanzie fino a che i programmi per la realizzazione del nucleare non saranno consolidati».
Secondo l’IEA e la NEA, a lungo termine «il continuo sviluppo dei reattori e delle tecnologie del ciclo di combustibile sarà importante per il mantenimento della competitività dell’energia nucleare», mentre le nuove tecnologie ora in fase di sviluppo «offrono potenzialmente maggiore sostenibilità, economia, sicurezza e affidabilità».
«L’energia nucleare – ha sottolineato il direttore dell’IEA, Nobuo Tanaka – è una delle tecnologie chiave a basse emissioni di CO2 che possono contribuire (insieme all’efficienza energetica, alle rinnovabili e alle tecnologie di cattura e sequestro della CO2) alla “decarbonizzazione” delle forniture di energia elettrica entro il 2050».