Perché gli Stati Uniti rischiano di perdere la leadership
I recenti successi dell’industria nucleare sudcoreana, e i grandi progetti di sviluppo della Cina, dell’India e dei Paesi arabi, rischiano di far perdere agli Stati Uniti la leadership mondiale del nucleare, a vantaggio dell’Asia. L’allarme è stato lanciato da Richard C. Hill, ex professore di ingegneria all’Università del Maine, con un articolo pubblicato sul quotidiano Bangor Daily News.
Hill nota che gli Emirati Arabi Uniti, nonostante siano il terzo esportatore di petrolio al mondo, hanno lanciato un gigantesco programma nucleare affidandolo alla Corea del Sud, la quale, a sua volta, sta negoziando altri contratti con l’India, la Giordania e la Turchia. I Paesi occidentali, a partire da Stati Uniti e Francia, i capofila del nucleare, stanno a guardare.
Hill cita il segretario dell’energia degli Stati Uniti, Steven Chu, secondo cui il sistema di ricerca e sviluppo americano è ancora il migliore del mondo, e che può guidare la nuova rivoluzione industriale globale verso le energie pulite. «Ma – si chiede Hill – di cosa sta parlando Chu? Delle energie rinnovabili o del nucleare?». Un enorme vantaggio del nucleare rispetto al solare e all’eolico è che le centrali si possono costruire vicino ai centri che ne hanno bisogno, e non in zone necessariamente soleggiate o ventose: si possono evitare così spaventose reti di cavi ad alta tensione.
Secondo Hill, molti potenziali investitori nel nucleare sono intimoriti dai troppi vincoli posti dalle normative rispetto ai concorrenti asiatici. A Chu l’onere di rilanciare gli Stati Uniti e l’Occidente sul mercato del nucleare.