La prova definitiva sull’economicità del nucleare
Chi farà il nucleare in Italia? C’è la società Sviluppo Nucleare Italia, costituita da Enel e dalla francese Edf. E per ora nessun altro.
Si parla di una seconda cordata appoggiata alla Westinghouse, che detiene la tecnologia del reattore AP1000, alternativo all’EPR su cui punta Enel. Ma per ora se ne sta solo parlando.
Il bello è quando si cerca di capire dove sarebbe l’interesse di questa seconda cordata.
Enel e Edf dichiarano di puntare a 4 reattori da 1.600 MW. Che sono la metà di quanto programmato dal Governo, ma costituiscono pur sempre un obiettivo ambizioso nella situazione attuale, viste le difficoltà che già si prospettano con chiarezza per la realizzazione anche solo di una centrale.
Inoltre Enel e Edf dichiarano di essere in grado di reperire autonomamente i necessari finanziamenti, e anche questo può creare qualche problema all’eventuale seconda cordata, perché si tratta di cifre di tutto rispetto (4-5 miliardi a centrale), che certamente non prosciugano i canali finanziari, ma di sicuro li drenano niente male.
Tuttavia, secondo autorevoli osservatori finanziari, sono parecchie le aziende interessate alla famosa seconda cordata. A cominciare da A2A, che è la seconda società elettrica italiana dopo Enel e la prima nel settore dei rifiuti. Il motivo? «Perché il nucleare affidato alla sola Enel significherebbe azzerare il mercato libero» secondo quanto dichiarato dal presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli, e riportato oggi nell’inserto “Affari&Finanza” de La Repubblica. Nel quale si precisa: «In altre parole, le utility temono che l’eventuale energia prodotta dalle centrali nucleari consenta ad Enel di offrire energia a prezzi più bassi, mandando fuori mercato tutti gli altri produttori che non hanno l’atomo nel mix delle loro fonti di energia».
Viene da ridere a leggere queste cose. Questi sono industriali seri, cui magari non frega niente dell’ambiente in cui dovranno vivere i loro figli e nipoti, ma che ai libri contabili, ai bilanci da presentare ai propri azionisti sono sicuramente molto interessati. Eppure dobbiamo proprio pensare che di economia e di finanza non capiscano davvero niente. Altrimenti come potrebbero pensare che, con il nucleare, Enel possa offrire energia a prezzi più bassi? Non sanno farsi due conti in tasca? Non sanno che il nucleare è antieconomico? Non capiscono che è «Un’impresa senza futuro», come riferiva ieri il quotidiano ecologista Terra?
Beh! L’alternativa è che gli industriali quanto meno i conti se li sappiano fare. E che quindi, per lo meno dal punto di vista dei costi, le sciocchezze che continuano a ripetere gli antinucleari – ecologisti ideologizzati o politicanti interessati che siano – sono appunto sciocchezze.
Tra le due alternative scegliete voi.