L’energia nucleare, l’Italia riparte
In questi giorni ha raggiunto il porto di Napoli una portaerei a propulsione nucleaer, dotatia di 2 centrali nucleari che le conferiscono un’autonomia di ben 50 anni, durante i quali potrebbe navigare senza mai fermarsi per fare rifornimento. Accoglienza festosa, curiosità, e forse un motivo di riflessione per tutti coloro che si oppongono al nucleare civile e magari abitano a pochi metri da dove ha buttato gli ormeggi un bestione del genere.
Questo aggiunge paradosso a paradosso,soprattutto strappa tutti i veli su un interrogativo di fondo che qualsiasi italiano di buon senso si fa: la tecnologia nucleare sia sui rendimenti sia sulla sicurezza ha fatto passi da giganti, al punto che al mondo sono in azione centrali situate in zone densamente abitate ed anche all’interno di talune città. Pure importiamo a caro prezzo energia dall’estero, rinunciando a produrcela qui da noi come potremmo benissimo fare.
Qual è il mare oscuro del nostro Paese che usa i prodotti della tecnologia, come per l’appunto l’energia nucleare, ma rifiuta di prodursela? Pure, siamo alla disperata ricerca di posti di lavoro, competitività, di fare come tutti nel mondo industrializzato. Non solo, ma per l’Italia l’energia nucleare è qualcosa di familiare, visto che con i ragazzi di via Panisperna e con il Cnen (Comitato Italiano energia nucleare) di Felice Ippolito siamo stati tra i primissimi ad attivarci negli usi pacifici dell’energia atomica. Realizzando con le nostre imprese fra i primi al mondo tutta una serie di reattori. Dopo parecchi decenni di stasi, nei quali non si è utilizzato tutto un comparto scientifico e tecnologico e si sono trasferiti a Paesi esportatori di energia, occupazione, competenze, esperti, sembra che oggi si possa finalmente riparire. Scetticismo e tentativi di veto, anche se non del tutto assenti sono in diminuzione, ed à l’industria che si sta attivando. In un autorevole “speciale” 24 Ore del 14 luglio riporta gli echi di un approfondito studio a livello industriale, conseguente all’azione che il mondo dell’industria sat intraprendendo.