E-mobility
Se ne parla sempre di più, eppure… ogni volta che all’idea di automobile si associa l’aggettivo ‘elettrica’, gli scettici spuntano come funghi. Non è una notizia: le auto più potenti al mondo hanno sempre montato motori a benzina, ‘bevendone’ in quantità proporzionale alla potenza che il motore sfogava sull’asfalto. Ne è nata una vera e propria antologia: auto ‘cattivissime’ che consumano litri e litri di combustibile, ma regalano soddisfazioni enormi in termini di prestazioni. Oggi le cose stanno cambiando. I consumi senza freno sono sempre meno tollerati e sempre più automobilisti scelgono il diesel, meno costoso ma assai efficiente (non è un caso che persino la Porsche ora produca un Suv diesel: una cosa inconcepibile per la casa sveva, almeno fino a qualche tempo fa…), le cilindrate più basse offrono prestazioni ragguardevoli e consumano meno. Le leggi in vigore sono sempre più severe in materia di inquinamento e anche l’automobilista medio inizia a considerare sempre di più l’impatto della propria vettura sull’ambiente. E così si finisce per tener sempre più conto dei modelli che emettono la minor quantità di CO2 possibile nell’atmosfera: motori diesel sempre più puliti, con l’antiparticolato, lo start/stop, la verde sempre più verde, i bifuel, le ibride, il gpl…
Ma c’è qualcosa di ancora più ecologico in circolazione. Si tratta delle auto elettriche.
Le case produttrici hanno ormai metabolizzato questa idea e l’hanno messa quasi tutti in fase di realizzazione. Realizzazione, sì; perché la fase di studio è già alle spalle. Prova ne sia che i primi modelli che già circolano sono ben lontani dal tipo di vettura elettrica che immaginiamo: non si tratta di macinini dalle forme assurde e le prestazioni deprimenti. Anzi; le forme sono accattivanti, innovative, talvolta sono le stesse delle ‘sorelle’ a benzina, diesel, gpl ecc.; con la sola differenza che le elettriche non emettono alcun suono.
Non emettono niente di niente, in effetti. Emissioni zero. Completamente pulite. Il trionfo dell’ecologia.
Per sporcare l’ambiente sarebbe necessario fare una bella frenata e lasciare un po’ di gomma sull’asfalto.
Altro non c’è. E le prestazioni? Sbalorditive. Verrebbe da pensare che, tenendo conto di quanto sia esigente l’automobilista medio in termini di risposta del motore, i progettisti si siano prefissati l’obiettivo di creare auto ecologiche che fossero anche altamente performanti. E ci stanno riuscendo. Per fare un esempio si potrebbe citare la Smart ForTwo Electric Drive, nata dalla collaborazione di Daimler ed Enel, e che è esattamente identica ad una Smart a carburante ed ha prestazioni accostabili alla sorella diesel: 30 kW e 41 cavalli l’elettrica contro 33 kW e 44 cavalli della diesel. La differenza, oltre alla velocità (pur scattando da 0 a 60 km/h in 6,5 secondi, la Electric Drive non supera i 100 km/h, che però in città sono più che sufficienti) la fanno le emissioni: una delle due non emette nulla.
E dire che stiamo parlando già della seconda generazione di questa vettura, dato che la prima è in circolazione dal 2007 (a Londra), mentre il modello 2010 è stato ulteriormente migliorato a livello tecnologico. La batteria agli ioni di litio è sviluppata dalla Tesla Motors e ora garantisce un’autonomia di carica maggiore, esclude la necessità di scaricare tutta la batteria prima di poterla ricaricare e non richiede il raggiungimento di una certa temperatura (280°C) per poter funzionare. Miracoli della tecnologia. Per quanto riguarda la ricarica, sarà l’Enel (promotrice del progetto assieme alla Daimler) a costruire le infrastrutture necessarie a ricaricare questo gioiellino: 400 punti di ricarica per alimentare le prime 100 Smart ecologiche che verranno distribuite a Roma, Pisa e Milano, ad aziende e privati. Anche la tecnologia dei punti di ricarica è ragguardevole: è infatti la stessa utilizzata da Enel per le sue ‘reti intelligenti’, che consentono di monitorare oltre 32 milioni di contatori in tutta Italia. Quando la vettura sarà in carica (i tempi sono di 8 ore per un ciclo intero, ma lo si può parzializzare per le brevi percorrenze: in due ore si ottiene energia sufficiente a fare 50 chilometri) si potrà persino monitorare lo stato di carica con un iPhone. Si tenga presente che l’auto la si può ricaricare anche tramite una normale presa di corrente equipaggiata con lo smartbox fornito da Enel; tuttavia, l’intelligenza del servizio predisposto da Enel sta nel fatto che gli automobilisti potranno conoscere l’ubicazione delle stazioni di carica più vicine e quali sono disponibili subito per l’uso. Inoltre, le Smart Electric Drive si serviranno di energia certificata RECS (Renewable Energy Certificate System) un sistema internazionale che coinvolge 25 Paesi europei e che finanzia lo sviluppo delle rinnovabili (acqua, sole, vento e calore della terra).
La massima autonomia di percorrenza è di 135 km ed è importante considerare che si spendono solo 10 euro di ricarica per coprire una distanza di 280 km, contro i canonici 120 delle auto a benzina: 25 euro al mese garantiscono la ricarica illimitata presso le infrastrutture Enel, per 48 mesi; cui si aggiungono 400 euro (Iva esclusa) per il noleggio della vettura che include anche manutenzione ordinaria e garanzia, senza contare l’assistenza dei tecnici Daimler ed Enel per ogni esigenza. Naturalmente la Electric Drive, bianca e verde, ha libero accesso a tutte le zone protette dall’inquinamento, è esente dal blocco delle auto e non paga pedaggio sulle strisce blu. Niente male, no?